E’ consuetudine pensare che il percorso psicologico o psicoterapeutico e la relazione con il cliente o paziente si strutturi prevalentemente attraverso la modalità verbale. Le parole “curano” e hanno un impatto incisivo sulla nostra quotidianità, hanno un ruolo importante poiché permettono la narrazione e l’ascolto della propria storia, la condivisione di significati, ma altrettanto importante è considerare ulteriori canali che si integrano o sostituiscono ad esse.
Andando oltre la narrazione verbale, la comunicazione avviene attraverso il corpo, i sensi, i gesti e simboli e attraverso l’uso di mediatori artistici e creativi che caratterizzano le arti visive, grafiche-pittoriche, la scultura, la fotografica, il teatro, la musica, la danza e il gioco e che diventano parte integrante del processo psico-terapeutico nel rispetto del paziente e delle regole del setting. Lo studio del professionista diventa un vero e proprio laboratorio, e la relazione contenuto e contenitore di una esperienza che definirei creativa. Nell’affrontare l’argomento della creatività occorre considerare due significati del termine: il primo fa riferimento alla creatività dell’artista, intesa come l’atto di creare qualcosa di nuovo che può essere visto, sentito e percepito dall’altro, come ad esempio un dipinto, in cui incidono fattori quali il talento, la predisposizione, lo studio, l’applicazione; il secondo significato fa riferimento alla creatività intesa come un vero e proprio atteggiamento che va al di là del mondo tangibile delle cose e della creazione di per se, creatività come “elemento” del carattere, intrinseca alla Persona, un orientamento, una predisposizione al piacere, a cogliere con pienezza e profonda consapevolezza la vita. La fusione tra l’elemento psicologico e quello creativo-artistico apre uno spazio in cui la persona può entrare in contatto, esplorare e dare forma ai propri vissuti, bisogni, desideri, difficoltà e blocchi attraverso l’utilizzo di materiali diversi, come ad esempio carta, cartoncini, tele, argilla, colori, stoffe, sabbia, oggetti di vario genere, immagini, attraverso l’uso di testi e musiche, attività di drammatizzazione ed esercizi corporei. Si struttura un percorso finalizzato alla cura di Sé intesa come una vera e propria arte, l’arte della cura che valorizza le potenzialità e le risorse personali. Nel Qui ed Ora la Persona attua il riconoscimento della propria presenza lasciando una traccia della propria visione del mondo e del proprio sentire espressi simbolicamente. Così come l’espressione creativa ed artistica mette in ordine e integra contenuti e materiali dando vita ad una forma, la cura psicologica e fisica, accoglie, ordina e ri-ordina aspetti di Sé, crea un ponte di connessione tra il mondo esterno e il mondo interno. In questa ottica, ognuno può diventare un artista della cura e allestire quello che mi piace definire l’atelier della cura in cui creare forme di benessere, di attenzione e di ascolto rivolte a se stessi, in cui poter giocare, costruire e anche distruggere, a proprio modo, senza preoccuparsi del “saper fare” o del “dover fare”, ma dare attenzione a “essere”. Nel processo creativo la Persona è al centro, considerata nella usa interezza, unità corpo-mente-emozioni, diventa attore protagonista della scena, portatrice di un mondo, il proprio mondo, fatto di luci ed ombre, di melodie e note, forme e simboli, metafore e significati, di una moltitudine di sfumature e colori.La creatività e l’utilizzo di mediatori artistici diventano elementi preziosi per la libera espressione in uno spazio e in un frangente del proprio tempo, quel tempo che gli antichi Greci chiamavano “Kairos”, “tempo di mezzo”, “tempo opportuno” nel quale qualcosa di speciale e di importante può accadere. Utilizzando la metafora del viaggio, la Persona viene accompagnata ad approdare a nuove terre, ma ancor più a varcare territori magari già conosciuti o offuscati dalla nebbia e tanto sommersi da non riuscirne a scorgere la bellezza. Per citare Marcel Proust “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”, scoprire o ri-scoprire la propria forma, espressione della propria essenza. La creatività come chiave di accesso, come forza espressiva, di azione, di movimento energetico e di cambiamento che accompagna l’individuo nel suo più importante viaggio: il viaggio della ri-scoperta e contatto di Sé.