Uno degli obiettivi principali dell’arte è quello di suscitare emozioni. Le emozioni definite “estetiche” sono risposte emotive alla bellezza di una immagine o oggetto d’arte capace di produrre un impatto emotivo. Le emozioni estetiche non riguardano solo il gusto e la piacevolezza ma anche sensazioni sgradevoli. Da un punto di vista psicologico l’esperienza emotiva corrisponde alla condizione interna creata dall’interazione tra la percezione soggettiva e uno stimolo a cui vengono attribuite qualità positive o negative in grado di creare una risposta emotivo- somatica. Si crea una profonda connessione tra l’oggetto osservato e chi
osserva che attiva una percezione emotigena. Senza le emozioni non si potrebbe parlare di esperienza estetica. L’esperienza estetica può essere definita come un processo che coinvolge diverse componenti, quali: percezione, memoria, attenzione, immaginazione, pensiero ed emozione. La funzione dell’emozione estetica più che essere collegata ad una utilità pratica, è rivolta ad una azione o scopo preciso, è collegata auna esperienza psicologica. Secondo la prospettiva psicologica le emozioni di base quali la felicità, la tristezza, la rabbia, la paura, la sorpresa e il disgusto possono essere comprese attraverso un approccio
multicomponenziale che attiva funzionamenti del sistema nervoso centrale, autonomo, somatico e neuroendocrino in risposta ad uno stimolo. La componente cognitiva -apprasail- ha la funzione di valutare la rilevanza dell’evento, i valori e bisogni personali; la componente o attivazione fisiologica -arousal- ha la funzione di attivare modificazioni in alcune funzioni vitali del nostro organismo, come ad esempio il battito cardiaco, la respirazione, la dilatazione della pupille; la componente motivazionale ha la funzione di preparare all’azione e ha una funzione adattativa; la componente espressiva ha funzione di comunicazione verbale e non verbale dello stato emotivo; l’esperienza soggettiva attiva uno stato che implica la messa in atto di strategie di coping e modalità di all’autoregolazione affettiva. Sulla base di questo modello possono essere comprese anche le emozioni estetiche. L’esperienza estetica può produrre stati di attivazione che non sono proattivi, come per le emozioni di base, ma reattivi. L’arousal estetico porterebbe, quindi, a comprendere l’attivazione fisiologica più come uno stato mentale che non prevede necessariamente una
risposta motoria e adattativa ma una reazione di tipo riflessivo e interiore. L’attivazione cognitiva è legata al riconoscimento della forma e l’analisi delle caratteristiche dell’opera d’arte ma anche alle differenze individuali su cui si basa l’organizzazione stessa della forma e della risposta emozionale. Il risultato è unaesperienza soggettiva dettata da uno stato di appagamento e soddisfazione che può raggiungere livelli di intensità alti attivando l’emozione estetica definita in termini di ammirazione e contemplazione, fascinazione, meraviglia, stupore, sorpresa o altre sfumature emozionali determinate da una forza
attrattiva nei confronti dell’opera d’arte. “Il giudizio di gusto consiste proprio nel chiamar bella una cosa soltanto per la sua proprietà di accordarsi col nostro modo di percepirla.” Immanuel Kant.